Palazzo Farnese

Il Palazzo Farnese di Gradoli è uno degli imponenti palazzi-fortezza della famiglia Farnese sparsi in Italia.

La costruzione cinquecentesca che domina l'intero paese fu progettata da Antonio da Sangallo come residenza estiva di papa Paolo III e dei Farnese.

Il palazzo, conserva sontuose stanze affrescate ed ospita al suo interno il Museo del Costume Farnesiano, interessante raccolta di abiti, armi, utensili rinascimentali e il Centro Nazionale di Studi sulla Famiglia Farnese
La storia di Palazzo Farnese s'intreccia con quella dell'abitato di Gradoli. Originariamente nel luogo dove sorge, si ergeva un castello, poi caduto in rovina. Nel XIV secolo il cardinale Alessandro Farnese, affida all'architetto Antonio da Sangallo la demolizione del vecchio castello e la costruzione al suo posto di un palazzo-fortezza rinascimentale. Costruito in dieci anni, divenne sede estiva di Papa Paolo III e poi di altri importanti membri della famiglia Farnese.
Nel 1649, dopo la caduta di Castro, il Palazzo passò alla Santa Sede che ne fece un convento dei Padri Filippini. I Filippini vi apportarono delle piccole modifiche. Nel 1911, il Palazzo fu acquistato dal Comune di Gradoli, che lo utilizzò per molteplici scopi: come scuola, come poliambulatorio, come sede di associazioni e circoli locali e a partire dal 1919, anche come sede municipale.
A partire dagli anni Sessanta e Settanta è stata riscoperta l'importanza artistica e monumentale di Palazzo Farnese. Nel 1986 e nel 1997 è stato restaurato integralmente e sono state recuperati molti affreschi che ornavano le principali sale.
(Notizie tratte da Wikipedia - Foto di Angelo Mariotti)


Collegiata di Santa Maria Maddalena

Un primo riferimento ad essa è del 2 dicembre 1296; negli anni successivi al 1440 la Cappella del Castello di Gradoli fu restaurata e, successivamente, consacrata il 10 settembre del 1447.
Nel 1535 papa Paolo III la dichiarò insigne.
A seguito di un incendio sviluppatosi nella seconda metà del 1600, ebbero inizio i lavori di ristrutturazione che la portarono all'aspetto odierno. La nuova chiesta fu consacrata il 28 aprile 1705 dal Cardinale M.A. Barbarigo.
La chiesa, con la sua facciata sobria ed elegante in stile barocco, forma con la torre campanaria un complesso unico.
Presenta un portale centrale con due colonne e timpano ad arco, due porte laterali con timpano triangolare.
Il suo interno è composto da tre navate divise da sei pilastri in finto marmo venato.Quella centrale ha una volta a botte con finestroni e termina con un'abside.Quest'ultima, decorata agli inizi del XVIII sec. da Francesco Alippi e Luca Rubini, s' innalza su sei colonne con capitelli compositi.
Addossati al primo pilastro di sinistra della navata centrale si erge un elegante pulpito in noce scuro.L'opera, non terminata, è dell'artigiano tedesco Matteo Siler "faber ligniarius excellens" morto in Gradoli nel 1678, ove era rifiugiato.
I confessionali, il coro, i lampioni processionali e la sacrestia in noce sono opere artigianali risalenti al 1700.
Sono sei gli altari che si incontrano percorrendo le navate : a sinistra l' altare del Suffragio o del Purgatorio, di San Francesco, della Madonna del Rosario.
A destra invece ci sono gli altari di S. Andrea, di San Carlo e del S.S. Crocifisso.

Dalla sacrestia si accede ad un Museo di arte sacra aperto nel 1979. Qui sono conservati un ciclo di affreschi rinascimentali che hanno per soggetto la passione di Cristo.Sulle paraste che dividono i diversi quadri, il giglio farnesiano ci rivela la committenza dell' opera.Si è portati perciò a dedurre, dato che non esisteva una cappella interna al palazzo Farnese, che questo spazio un tempo potesse essere la piccola Cappella dei Farnese.
Al' interno del museo si trovano anche quindici tavolette del 1700, paramenti liturgici, candelabri, suppellettili sacre ed ex voto.
(Notizie tratte da "Gradoli Storia e Territorio" di Elena Agostini - BetaGamma Editrice - Foto di Angelo Mariotti)


San Magno

Scendendo per la strada che porta verso il lago, dopo aver percorso circa 7 chilometri, sulla riva si vede la chiesa di San Magno un tempo del Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta. La costruzione di epoca quattrocentesca di tufo, possiede una copertura a capriate e un portale con un cornicione in stile rinascimentale.Sul tetto, un piccolo campanile a vela per due campane, testimonia una antica più grande importanza. Sopra all'altare maggiore troneggiava la figura di S. Magno Vescovo. Nei due laterali, uno dei quali dedicato all'Angelo Custode, evidenti sono le pietre sacre manomesse.
La chiesa gode di un singolare privilegio detto il "Perdono di San Magno": Il 19 agosto di ogni anno, chi partecipa alla Messa, celebrata nella chiesa, può lucrare l'indulgenza plenaria, concessa da Papa Benedetto XIV nel 1774.

(Notizie tratte da "Gradoli Storia e Territorio" di Elena Agostini - BetaGamma Editrice - Wikipedia - Foto di Angelo Mariotti)


Il Centro Storico

Una visita a Gradoli non può iniziare che dal suo centro storico che ha come punto di partenza Piazza Vittorio Emanuele, dove si può ammirare la fontana a fuso con mascheroni. Da qui attraverso l’arco, detto “di Ciuchini”, ove era l’antica porta di accesso al borgo, si accede al centro storico. A destra potremo vedere gli antichi palazzi signorili tra i quali la casa canonica, vecchia sede comunale e la casa di Horatio Romano, contabile dei Farnese il cui nome è ancora bene visibile sopra l’antico portale.
In fondo alla via troviamo la piccola Chiesa di San Michele Arcangelo, probabilmente già esistente nel 1118 all’epoca del Sinodo della Val di Lago.
Salendo l’antica via del Castello si entra in quella che era la parte fortificata del paese. Qui potremo trovare ciò che rimane della Chiesa di San Giovanni Decollato, che con il suo Ospedale dei poveri e Oratorio della Pietà, è una delle più antiche di Gradoli.
Oltrepassando un arco entreremo in una piazzetta tipicamente Rinascimentale, dove potremo ammirare Palazzo Galeotti, che ha al suo interno splendidi affreschi, e l’antica cisterna medioevale. In fondo alla piazza si può ammirare la splendida Chiesa della Collegiata di Santa Maria Maddalena, collegata al palazzo dall’antica canonica una volta utlizzata dalle seguaci di Lucia Filippini.
Sul lato sinistro, al piano terreno del maestoso Palazzo Farnese, vi è la Chiesa di San Filippo Neri, consacrata nel 1718.
Attraversata la piazza troviamo la Chiesa di San Pietro in Vinculis, detta “della Madonna”, considerata rurale nel 1600 in quanto fuori dal paese allora ubicato all’interno delle mura.
La Chiesa di San Rocco è invece ubicata nella salita che parte dal fondo della piazza e che fu costruita per volontà del popolo scampato alla peste.
Uscendo dal paese per la “strada vecchia” e oltrepassato il colle, ecco la piccola Chiesa di S.Egidio ove viene celebrata la messa ogni 1^ settembre.
Imboccando invece l’Arco di San Vittore si giunge ad un colle dove sorge la Chiesa di San Vittore con annesso un piccolo romitorio. La tradizione popolare afferma che fu costruita come ex-voto nel luogo ove i Saraceni sarebbero stati bloccati dalla nebbia, risparmiando così i cittadini di Gradoli. Per ricordare l’evento il 14 maggio si svolge una processione che parte dal paese con le reliquie di San Vittore e raggiunge la chiesa ove viene celebrata una messa cantata.

(Notizie tratte da "Gradoli Storia e Territorio" di Elena Agostini BetaGamma Editrice - Wikipedia - Foto di Angelo Mariotti)